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Palazzo Medici-Riccardi
Il Palazzo Medici-Riccardi è stato il quartier generale dei Medici per quasi un secolo, dalla fine della sua costruzione nel 1492, sino al suo trasferimento a Palazzo Vecchio nel 1560.
Il palazzo è un'opera del Michelozzo, commissionata da Cosimo il Vecchio. In un primo momento Cosimo chiese un progetto a Brunelleschi, ma, essendo un fine uomo politico, lo scartò per la sua troppa magnificenza che avrebbe senz'altro scatenato le invidie dei concittadini. Oggi però lo si visita sopratutto per un gioiello di quel periodo, la Cappella dei Magi, piccolo sacrario decorato con un affresco a tre pannelli (1560) di Benozzo Gozzoli. Il resto del Palazzo ha subito innumerevoli restaurazioni che lo hanno reso un grigio edificio burocratico. Altro palazzo importante da visitare è Palazzo Strozzi e naturalmente Palazzo Vecchio
I pannelli di Gozzoli del Palazzo Medici Riccardi sono tra i più affascinanti della città, grazie al piglio narrativo, ai dettagli cromatici e alle bellissime decorazioni. La rinomanza di questi affreschi è grande, per cui è possibile che si deva far la fila per entrare.
Il soggetto degli affreschi è il Corteo dei Magi: ognuno pe dedicato ai re che si recarono in visita alla Natività. Il pittore vi incluse alcuni aspetti della processione annuale della Compagnia dei Magi, la più importante confraternità medievale fiorentina, un'organizzazione dedicata alla carità della quale ne faceva parte Piero Medici, chi forse commissionò l'opera a Gozzoli. L'artista si ispirò a due altri episodi storici, quali il concilio episcopale di Firenze nel 1493, e la visita in città di Pio II.
I Medici conoscevano l'artista per aver visto il suo lavoro nel convento di San Marco, dove Gozzoli aveva affrescato la cella riservata a Cosimo I rappresentando pure i re Magi, e possibilmente sottolineando l'affinità della dinastia fiorentina con la festa dell'Epifania. Il fatto che i Medici avessero una cappella da far dipingere a Gozzoli era la prova della loro elevata posizione sociale.
Per l'affresco si sono utilizzate 1500 lamine d'oro importate da Genova. Lo splendore del dipinto non era una questione di culto ma anche di sfoggio: la cappella serviva per ricevere pure i dignatari della potenze straniere. Dato i loro coinvolgimento nella realizzazione, è normale che i Medici appaiano come protagonisti dei dipinti, sopratutto nel pannello più splendido, quello collocato sulla parete orientale, chiara allusione alle origini dei Magi.
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