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Santa Maria Novella
Santa Maria Novella è la chiesa madre dei domenicani fiorentini, e la sua costruzione fu iniziata nel 1246. Col tempo è diventata la seconda, dopo Santa Croce, per ordine di importanza. Sia la facciata che gli interni sono eccezionali: la chiesa contiene tre cicli di affreschi di gran pregio con un forte influsso sullo sviluppo del Rinascimento. Di fianco a Santa Maria Novella sorge il Museo, interessante per il chiostro e per una cappella meravigliosamente affrescata.
Da non perdere inoltre Campanile di Giotto, Duomo, naturalmente Galleria degli Uffizi e la piazza prima di entrare in Santa Maria Novella, con due grandi obelischi che poggiano su graziose tartarughe bronzee, opera di Giambologna.
La facciata di Santa Maria Novella viene completata nel 1456, a cura di Leon Battista Alberti secondo uno stile più moderno. Dall'interno promana un'impressione di sobrietà e grandezza, grazie ad un inganno ottico che fa sembrare la chiesa più grande di quel che è: le colonne delle navate laterali si avvicinano progressivamente, un trucco che altera il senso della prospettiva. A sinistra e di fronte all'altare maggiore, troverete l'innovativo affresco della Trinità (1427) di Masaccio, che crea uno spazio tridimensionale su una parete piatta. Da ammirare il pulpito progettato dal Brunelleschi, da dove i domenicani accusarono Galileo di aver corroborato il concetto da Copernico che la terra gira attorno al sole, accusa questa che fu decisiva per il processo del grande scienziato italiano.
Al di là delle sue associazioni storiche, Santa Maria Novella è più che altro celebre per i suoi cicli di affreschi. Ammirateli con attenzione nella Cappella di Filippo Strozzi, attorno al coro, nella Cappella Tornabuoni, nella Cappella Strozzi e nella Cappella Gondi (celebre anche per il Crocifisso ligneo di Brunelleschi, una delle poche sculture dell'artista, e che fece in risposta alla grossolanità del Crocifisso di Donatello esposto in Santa Croce ). La sagrestia vanta una enorme croce, dipinta da Giotto prima del 1312.
Accanto alla chiesa c'è il Museo di Santa Maria Novella, all'interno del quale sorge il Chiostro Verte, che prende il nome del pigmento prevalente nei suoi affreschi, attribuibili a Paolo Uccello e databili al 1425-1430.
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